Verso un Giubileo della Matematica. La matematica ha delle colpe da farsi perdonare? Quali possono essere le sue colpe?

Giubileo matematico
Prima di pensare alla grande festa giubilare in onore della matematica, non dimentichiamo che il Giubileo è soprattutto l’anno della remissione dei peccati e della riconciliazione.
La matematica ha delle colpe da farsi perdonare?
Abbiamo chiesto a Gemini di inventare un dialogo tra un Giudice e la Matematica, la quale deve rispondere sui seguenti capi di imputazione:
- Utilizzo della matematica per scopi dannosi: La matematica è stata e continua a essere uno strumento potente, che può essere utilizzato sia per il bene che per il male. Calcoli balistici per le armi, modelli economici che amplificano le disuguaglianze, algoritmi che discriminano.
- Appropriazione indebita di conoscenze matematiche: La storia della matematica è costellata di esempi di come le scoperte di un popolo o di uno scienziato siano state attribuite ad altri, spesso a causa di pregiudizi razziali o di genere.
Sono note anche le polemiche tra insigni matematici riguardo la priorità di alcune scoperte: la formula risolutiva dell’equazione di terzo grado, il calcolo infinitesimale, la quadratura della cicloide.
- Donne in matematica: Nel corso della storia le donne sono state spesso discriminate in ambito matematico. Per molti secoli veniva loro negato l’accesso allo studio della disciplina e in seguito molte donne hanno apportato contributi significativi alla matematica, ma i loro lavori sono spesso stati ignorati o attribuiti ai loro colleghi maschi.
- Sconvolgimento delle certezze: “La matematica sgretola, scava, corrode, con la sua critica, le certezze di oggi il cui crollo ci può atterrire ma essa sta già sempre tessendo, spesso anche senza rendersi conto di tale destinazione, la tela di ragno della nuova provvisoria certezza” (da: Bruno de Finetti, La logica dell’incerto).
Pensiamo ai numeri irrazionali della Scuola pitagorica, alle Geometrie non euclidee, ai numeri transfiniti di Cantor.
GEMINI: Ecco una possibile trascrizione di questo scambio surreale, ma che tocca punti cruciali della storia e dell’impatto sociale della matematica:
Scena: Un’aula di tribunale futuristica. Sul banco degli imputati, una figura astratta che rappresenta la Matematica. Un giudice severo presiede l’udienza.
Giudice: Matematica, sei accusata di numerosi crimini contro l’umanità. Ti ascolto.
Matematica: Eccellenza, chiedo venia di intervenire. La Matematica non è un’entità che agisce per conto proprio. Sono gli esseri umani che utilizzano gli strumenti matematici, e sono loro responsabili delle azioni che ne derivano.
Giudice: Ma è innegabile che la matematica sia stata utilizzata per scopi dannosi, come la costruzione di armi o la creazione di modelli economici iniqui.
Matematica: È vero. Ma la matematica in sé è neutrale. Un coltello può essere usato per tagliare il pane o per ferire. La responsabilità delle azioni spetta a chi impugna lo strumento.
Giudice: E che dire dell’appropriazione indebita delle tue scoperte? Molte donne e minoranze sono state private del giusto riconoscimento.
Matematica: La storia della scienza è costellata di ingiustizie. Ma la Matematica, in quanto verità universale, non può essere “appropriata”. Le equazioni sono valide indipendentemente da chi le scopre. Il problema risiede nelle strutture sociali che hanno impedito a molti di contribuire alla conoscenza.
Giudice: Eppure, tu stessa hai sconvolto le certezze più radicate. De Finetti ti accusa di essere una distruttrice di certezze.
*Matematica: “Eccellenza, Lei ha giustamente sottolineato il mio ruolo nel mettere in discussione le certezze. Ma sarebbe riduttivo limitarsi a questa prospettiva. Mentre la matematica può sembrare demolitiva, in realtà è anche un’attività profondamente costruttiva. Ogni volta che smantelliamo una vecchia teoria, stiamo gettando le basi per una nuova, più solida e completa. Proprio de Finetti diceva, ‘essa sta già sempre tessendo… la tela di ragno della nuova provvisoria certezza’. La matematica è un po’ come un architetto che demolisce un vecchio edificio per costruirne uno nuovo, più resistente e funzionale. E così come l’architetto ha bisogno di solide fondamenta, anche la matematica richiede una base logica rigorosa su cui costruire le nuove teorie.”
Giudice: Ma le tue scoperte hanno causato anche sofferenza, come nel caso di Cantor, tormentato dalle critiche.
Matematica: Il progresso scientifico spesso comporta delle tensioni. Cantor era un genio, ma anche un uomo fragile. La sua sofferenza non è da attribuire alla matematica, ma alle reazioni umane di fronte al nuovo e all’ignoto.
Giudice: In conclusione, Matematica, ti assolvo. Tu sei uno strumento, potente e versatile, ma privo di volontà propria. La responsabilità delle tue applicazioni spetta all’umanità.
Domanda

La matematica a giudizio
A volte i giudici accompagnano la sentenza di assoluzione con alcune esortazioni per l’imputato, affinché migliori la propria condotta. Cosa direbbe il giudice alla Matematica?
Ottima osservazione! È interessante pensare a come un giudice, dopo aver assolto la Matematica, potrebbe formulare un’esortazione. Considerando la natura astratta della Matematica, le esortazioni dovrebbero essere interpretate in senso metaforico e rivolte alla comunità scientifica e a tutti coloro che utilizzano la matematica.
Ecco alcune possibili esortazioni che il giudice potrebbe rivolgere alla Matematica, intesa come rappresentante di tutti coloro che la studiano e la utilizzano:
- Promuovere l’equità: “Esorto la Matematica a continuare a essere uno strumento di inclusione, assicurando che tutti abbiano pari opportunità di accesso e di contribuire alla sua crescita. Solo così potremo sfruttare appieno il potenziale creativo di tutta l’umanità.”
- Favorire la comprensione pubblica: “La Matematica ha il dovere di comunicare al grande pubblico la sua bellezza e la sua utilità. Solo attraverso una maggiore comprensione, la società potrà apprezzare appieno il suo valore e sostenerne lo sviluppo.”
- Promuovere l’etica: “Chiedo alla Matematica di essere sempre utilizzata al servizio del bene comune. È fondamentale che i matematici siano consapevoli delle implicazioni etiche del loro lavoro e utilizzino le loro conoscenze in modo responsabile ,superando anche eventuali pregiudizi o discriminazioni “
Un approfondimento
Domanda
Cosa mi puoi dire , dal punto di vista storico, sul secondo capo di imputazione? Perché avviene l’appropriazione indebita da parte di altre culture? Quali sono le sue conseguenze?
Risposta
- Eurocentrismo: Per secoli, la cultura europea è stata considerata superiore alle altre. Di conseguenza, le conoscenze matematiche sviluppate al di fuori dell’Europa sono state spesso devalorizzate o ignorate.
- Nazionalismo: La competizione tra nazioni ha portato a esagerare l’originalità delle proprie scoperte e a minimizzare il contributo di altre culture.
Le conseguenze dell’appropriazione indebita:
- Perdita di conoscenze: L’appropriazione indebita può portare alla perdita di informazioni importanti sulla storia della matematica e sulle culture che l’hanno sviluppata.
- Distorsione della storia: Presentando una versione distorta della storia della matematica, si rischia di perpetuare stereotipi e pregiudizi.
Conclusioni
L’appropriazione indebita di conoscenze matematiche è un problema complesso e multiforme. Per affrontarlo, è necessario:
- Promuovere la ricerca: È importante condurre ricerche approfondite sulla storia della matematica, al fine di identificare e valorizzare i contributi di tutte le culture e di tutti gli individui.
- Educare: È fondamentale educare le persone sulla storia della matematica, sottolineando l’importanza di riconoscere il contributo di tutti.
- Sfatare i miti: È necessario sfatare i miti e gli stereotipi legati alla matematica e ai suoi protagonisti.
Commento
Gemini ha costruito un dialogo vivace e accettabile, fornendoci anche qualche riflessione sul ruolo della matematica nella società contemporanea.
Resta ancora da approfondire l’ aspetto prettamente scientifico dei capi di imputazione e di altri eventuali “peccati” della matematica ( sicuramente perdonabili). Altro materiale per la festa giubilare?
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