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Leopardi e le dimensioni dell’Infinito

Rileggere Leopardi: l’Infinito nei suoi termini scientifici e nelle sue implicazioni psicologiche e culturali.

Da: Le Dimesioni dell’Infinito, a cura di Umberto Eco, Claudio Chiuderi e Fernando Caruso, Mondadori Editore, 1989.

Leopardi  a Parigi di Umberto Eco:

«La riflessione sull’infinito ha occupato la mente dell’umanità per secoli [….] ma è indubbio che l’infinito s’instaura, non come fantasma teoretico, dubbio matematico, inquietudine, ma come presenza ingombrante, solo con lo svilupparsi del pensiero moderno. Non è un caso che in Leopardi il pensiero dell’infinito – che si dispiega in modo toccante ed esemplare nella composizione omonima – pervada tutta la sua poesia, e si introduca prepotentemente ogni qualvolta il poeta medita sul cielo notturno».

Più che la matematica è l’astronomia a rendere problematico il concetto d’infinito. Ad esempio, «se vi sono più mondi e più di essi sono abitati, quante volte deve essersi realizzata l’Incarnazione?» Una sola volta o più volte?

Sommo Poeta e sommo Filosofo di Cesare Galimberti:

«”Sommo filologo, sommo poeta, sommo filosofo” lo esaltò Giordani, e tale appare di nuovo Leopardi».

«Alla luce di una notte che si trasfigura in purissimo azzurro anela Leopardi»

Naufragio senza  spettatore di Cesare Luporini

«Gli ci voleva del coraggio, penso, al ventunenne Giacomo Leopardi per intitolare quella breve poesia, quindici endecasillibi sciolti, L’Infinito. Ma non era il coraggio dell’incoscienza»

«La dolcezza del suo naufragio è una dolcezza mistica, è una dolcezza di estasi».

Infinito e Indefinito di Italo Calvino

Giacomo Leopardi sosteneva che il linguaggio è tanto più poetico quanto più è vago, impreciso».

«Leopardi parte […] dal rigore astratto d’un’idea matematica di spazio e di tempo e la confronta con l’indefinito, vago fluttuare delle sensazioni».

Leopardi e la matematica

 

Autore

  • Emilio Ambrisi

    Laureato in Matematica, è stato docente, dirigente scolastico e ispettore tecnico del Ministero dell’Istruzione. A partire dagli anni Ottanta ha partecipato alle tante commissioni ministeriali, tra cui quella dei “Quaranta” istituita dal ministro Franca Falcucci, incaricate della definizione dei programmi di insegnamento degli indirizzi sperimentali e, successivamente, delle Indicazioni Nazionali. Ha svolto numerosi incarichi ispettivi in Italia e all’estero e, dal 1997, ha curato la predisposizione delle prove ministeriali d’esame di maturità e di concorso. Dal 2008 al 2015 ha fatto parte del collegio di direzione della Struttura Tecnica del Ministero. Nel 1980/81 ha prestato servizio presso la Facoltà di Magistero di Roma (cattedra del prof. Mauro Laeng) incaricato di collaborare agli atti preparatori dell’indagine I.E.A., e per alcuni anni ha insegnato come professore a contratto presso le Università “Federico II” e “Vanvitelli” di Napoli. Dal 2009 al 2019 è stato Presidente nazionale della Mathesis e direttore del Periodico di Matematiche.

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