HomeDidattica

Un problema può iniziare con un integrale?

La prova scritta di matematica del 2014 e le scelte degli studenti tra problemi e quesiti. Le Indagini Nazionali di una volta e le questioni di formulazione: un problema può iniziare con un integrale?

«Nell’indirizzo di ordinamento, i candidati hanno evitato il primo problema!».

Successe nella sessione ordinaria della maturità di dieci anni fa. È avvenuto anche altre volte, ma quell’anno se ne parlò di più.  Fu segnalato nelle relazioni ispettive e negli articoli degli esperti consegnando in tal modo alla riflessione degli insegnanti di matematica una questione che mantiene tuttora la sua importanza didattica.

L’ispettrice Mirella Scala, incaricata della vigilanza e dell’assistenza alle commissioni d’esame in Campania, scrisse: “quasi tutti (in alcune scuole con percentuali del 100%) hanno scelto, tra i due problemi, il secondo. I commissari di matematica segnalano che, a livello del percepito iniziale (che è quello che orienta la scelta dei nostri alunni digitali, abituati al tempo di uno spot: 7 secondi) il problema che iniziava con l’integrale li ha spaventati, ………”. Altri ispettori operanti in altre regioni relazionarono in modo analogo e un professore universitario, molto noto per i suoi contributi alla didattica della matematica, volle redarguire il Ministero commentando: «non si assegna un problema che inizia con un integrale». Ecco il problema non scelto:

Di quella particolare annata esiste un resoconto molto preciso con numeri, statistiche, pareri, commenti di tutti coloro che con la prova di matematica in un modo o nell’altro avevano a che fare ed erano stati chiamati a esprimersi. E questo sì che è qualcosa di eccezionale,  qualcosa che non avviene più! È il resoconto dell’«indagine sulla prova scritta di matematica e sull’esperienza dell’adozione di criteri comuni per la sua valutazione» del 2014 i cui risultati furono diffusi in incontri territoriali con gli insegnanti di matematica organizzati dagli UU.SS.RR. a seguito di apposita circolare del Ministero. Anche questa una pratica che è oramai solo un ricordo. Oggi, chi può pensare di incontrare e incoraggiare i docenti a incontrarsi e confrontarsi su ciò che insegnano e come lo insegnano al di fuori degli spazi d’istituto e come attività istituzionale?

Nei risultati dell’indagine, in particolare nel paragrafo Le scelte tra problemi e quesiti sono elencati anche i quesiti meno scelti dagli studenti.

Negli indirizzi di ordinamento furono i seguenti quattro:

Q2: Si spieghi perché non esistono poliedri regolari le cui facce siano esagoni.

Q3: Nello sviluppo del binomio (2a2 – 3b3)n compare il termine -1080a4b9. Qual è il valore di n?

Q5: Dei numeri 1,2,3…….6000, quanti non sono divisibili nè per 2, nè 3, nè per 5?

Q8: Del polinomio di quarto grado si sa che assume il suo massimo valore 3 per x =2 e x = 3 e, ancora, che P(1)=0. Si calcoli P(4). (il quesito è stato richiamato recentemente in: Didattica e tecnicismi dell’Algebra).

I seguenti, invece, sono i quesiti meno scelti negli indirizzi sperimentali:

Q2: Si spieghi perché non esistono poliedri regolari le cui facce siano esagoni (è un anchor item).

Q5: In un contesto di geometria non euclidea si illustri un esempio di triangolo i cui angoli non hanno somma 180°.

Q8: La “zara” è un gioco d’azzardo di origine araba che conobbe particolare fortuna in Italia in epoca medievale – ne parla anche Dante nella Divina Commedia – e si giocava con tre dadi. Si confronti la probabilità di ottenere in un lancio la somma 9 con quella di ottenere la somma 10.

Q9: Le lettere N, Z, Q, R denotano, rispettivamente, gli insiemi dei numeri naturali, interi, razionali e reali mentre il simbolo 0 (aleph-zero) indica la cardinalità di N. Gli insiemi Z, Q e R hanno anch’essi cardinalità 0? Si motivi la risposta.

In effetti sono i quesiti che si differenziano dagli altri perché presentano un aspetto meno meccanico, più espositivo, aritmetico e combinatorio o di tipo culturale e storico.

Il riferimento:

I risultati dell’indagine 2014

Autore

  • Emilio Ambrisi

    Laureato in Matematica, è stato docente, dirigente scolastico e ispettore tecnico del Ministero dell’Istruzione. A partire dagli anni Ottanta ha partecipato alle tante commissioni ministeriali, tra cui quella dei “Quaranta” istituita dal ministro Franca Falcucci, incaricate della definizione dei programmi di insegnamento degli indirizzi sperimentali e, successivamente, delle Indicazioni Nazionali. Ha svolto numerosi incarichi ispettivi in Italia e all’estero e, dal 1997, ha curato la predisposizione delle prove ministeriali d’esame di maturità e di concorso. Dal 2008 al 2015 ha fatto parte del collegio di direzione della Struttura Tecnica del Ministero. Nel 1980/81 ha prestato servizio presso la Facoltà di Magistero di Roma (cattedra del prof. Mauro Laeng) incaricato di collaborare agli atti preparatori dell’indagine I.E.A., e per alcuni anni ha insegnato come professore a contratto presso le Università “Federico II” e “Vanvitelli” di Napoli. Dal 2009 al 2019 è stato Presidente nazionale della Mathesis e direttore del Periodico di Matematiche.

    Visualizza tutti gli articoli

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0