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Concorso a cattedre: complimenti agli ammessi!

Risultati del concorso a cattedre. Fa scalpore il 99% di non ammessi all’orale per la A50, e il 98% per la A26.

Sono in molti a chiedersi perché la Commissione Nazionale si sia comportata così. Si chiedono chi siano quegli esperti che al Ministero dell’Istruzione, pressato dalle richieste e, sulla scorta delle esperienze passate, giustamente preoccupato dei risultati, abbiano espresso un parere tanto poco veritiero. C’è da chiedersi chi siano quei formulatori di quesiti che con non comune spocchia hanno indotto il Ministero a diramare la nota del 27 aprile 2022.

Ecco il testo della nota del Ministero:

“Con riferimento alle istanze pervenute in merito alla possibilità di utilizzo di carta e penna nell’espletamento delle prove scritte delle discipline STEM (classi di concorso A020, A026, A027, A028 e A041) di cui al D.D.G. 252 del 31/01/2022, si rappresenta che la Commissione Nazionale di cui all’art. 7 del D.M. n. 326 del 9/11/2021 ha comunicato che «i quesiti sono stati redatti in modo da non necessitare l’uso di carta da scrivere e penna». Pertanto, non è ammesso l’utilizzo di carta da scrivere, penna o altri ausilii di calcolo, manuali o elettronici, nello svolgimento della prova scritta delle sopraindicate classi di concorso”.

E tanto è stato scrupolosamente rispettato in tutte le sedi d’esame.

Niente uso di carta e penna. Uniformità di comportamento e, dunque, nessuna disparità di trattamento.

Il risultato delle prove di maggio delle discipline STEM lo sintetizza TuttoscuolaNews, nel focus del 6 giugno scorso, titolando: «Fa scalpore il 99% di non ammessi all’orale per la A50, e il 98% per la A26» e definendo illogica la strage.

I testi dei quesiti utilizzati come prova scritta, il Ministero non li ha ancora ufficializzati. Ma sono noti.

A molti quesiti della A26, matematica, è  impossibile rispondere a mente, senza la possibilità di seguire visivamente le non brevi sequenze di calcoli e ragionamenti.  La strage dunque c’è stata: illogica! Ma non dipende affatto dalla modalità dell’esame, ovvero il test a crocette. Crocette o non crocette, le domande erano fuori misura, talune addirittura di enorme difficoltà per i candidati espropriati della scrittura, in quanto estremamente specialistiche. E carta e penna ci volevano eccome!

Perché allora quella Commissione Nazionale ha dichiarato che «i quesiti sono stati redatti in modo da non necessitare l’uso di carta da scrivere e penna»?

Quale può essere la motivazione di una tale irragionevole dichiarazione?

La spiegazione può essere individuabile solamente in una complessiva incapacità degli esperti della Commissione. Incapaci da una parte di formulare quesiti adatti allo scopo, dall’altra di comprendere senso e valore di quanto da loro stessi prodotto. Ora che quei quesiti sono noti, non è vero che i candidati erano tutti ignoranti. In effetti è il test utilizzato come prova scritta unitamente al citato parere a brillare d’ignoranza. Sono i quesiti che indicano chiaramente quale è la causa del 98% di non ammessi: non il grado di  preparazione dei candidati (molti freschi di studi e laureati col massimo dei voti dalle rispettive università), non gli aspetti organizzativi, non le crocette o altro ancora, ma la qualità dei quesiti e l’impossibilità dell’uso di un foglio di carta e di una matita per disegnare o calcolare.

Questa inadeguatezza della Commissione Nazionale incaricata della predisposizione del test da utilizzare quale prova scritta del concorso, ha assestato un ulteriore e pesantissimo colpo alla credibilità dell’amministrazione dell’istruzione pubblica in Italia dimostrando quanto sia stato deleterio svuotarla di ogni competenza specifica relativa a ciò che si insegna e si apprende a scuola. Una dimostrazione che dovrebbe illuminare le menti su quanto sia sbagliato continuare su questa strada di depauperamento “tecnico” del Ministero che prevede tra l’altro una figura di ispettore tecnico diverso, più giurista che esperto disciplinare e con un contingente del tutto irrisorio.

Infine un plauso a quell’1% di naturalisti, chimici e biologi e a quel 2% di matematici per l’eccezionale risultato. Veramente bravi, studi il Ministero come complimentarsi con loro nella forma più adeguata possibile.

ALTRI RIFERIMENTI

La pubblicazione delle prove scritte dei concorsi è un dovere!

Articolo Ambrisi (Tuttoscuola)

 

Autore

  • Laureato in matematica, docente e preside e, per quasi un quarto di secolo, ispettore ministeriale. Responsabile, per il settore della matematica e della fisica, della Struttura Tecnica del Ministero dell'Istruzione. Segretario, Vice-Presidente e Presidente Nazionale della Mathesis dal 1980 in poi e dal 2009 al 2019, direttore del Periodico di Matematiche.

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