Maturità e matematica 2024, una sintesi per punti dell’esperienza di quest’anno. Novità e prospettive per la matematica nazionale.
Le prove scritte dalla sessione ordinaria di giugno a quella straordinaria di settembre.
Il 19 giugno scorso, mentre in Parlamento l’autonomia differenziata diveniva legge, gli esami di maturità facevano vivere un significativo momento di unità nazionale. Mentre qualcuno parlava di Italia a brandelli, più di mezzo milione di giovani affrontavano le medesime prove scritte nazionali, uguali per tutti; non prove differenziate, ma uniche per l’intero territorio nazionale. Qualcosa che ci auguriamo possa restare in futuro.- In quei primi giorni d’esame, attraverso le prove scritte nazionali, la Scuola presentava al Paese le sue mete educative: ciò che insegna e ciò che chiede ai suoi studenti di sapere a conclusione degli studi secondari di 2° grado, che siano di liceo o d’istituto tecnico o di istituto professionale. L’analogia che meglio si presta a questa presentazione pubblica di risultati di apprendimento è quella del banchetto preparato dalla Sapienza nella sua casa edificata su sette colonne, come narrato nel libro dei Proverbi. Un’immagine molto cara al matematico Ennio De Giorgi che spesso l’ha ricordata.
Nel banchetto degli Esami così allestito, i partecipanti, giovani e meno giovani, hanno gustato qualcosa di Pirandello o di Ungaretti, di Rita Levi Montalcini o di Giuseppe Galasso e assaporato alcuni dei grandi problemi attuali dell’umanità. Una grande festa della scuola e della cultura nel segno di un sistema scolastico unitario.
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La seconda prova di greco al liceo classico ha originato varie narrazioni e diversi commenti. Tra questi, gli errori commessi dall’A.I. nel tradurre il passo di Platone, e molto più la vicenda delle tre studentesse che hanno protestato invocando equità nella valutazione. Un caso importante da ponderare.
- Dopo l’italiano, però, la materia più importante, per numero di candidati, è la matematica. La prova della sessione ordinaria non ha rivelato nuovi scenari di contenuti, tutt’al più un impoverimento dovuto peraltro ai QdR del 2018 che molti non sanno ancora bene perché esistano, se per sopperire alla mancanza di chiarezza delle Indicazioni Nazionali o per definire un sottoinsieme di argomenti per l’esame, in contraddizione cioè, con il significato di Indicazioni. Comunque, il testo della prova ha sorpreso ugualmente: ha sorpreso per la novità di due frasi molto belle dei matematici De Giorgi e Hardy, poste rispettivamente all’inizio e alla fine del problema 2. Due frasi, però, che hanno disorientato candidati e commissari, che non hanno capito perché ci fossero e non hanno svolto il problema.
- Il Problema 2 con De Giorgi e Hardy, se non ha avuto successo nelle aule d’esame, l’ha avuto tuttavia sui media. L’ANSA aveva subito diramato il suo comunicato affermante: «Entrambi i problemi di Matematica proposti al Liceo Scientifico sono due classici studi di funzione. Il primo ha un’impostazione classica e non presenta alcun riferimento alla realtà. Il secondo, invece, pur conservando un’impostazione classica, riporta due frasi che vogliono aiutare a contestualizzare il problema, pur non entrando poi nello svolgimento pratico».
E tutti, il comunicato, l’hanno ripreso per filo e per segno, anche se nessuno capiva in che modo i candidati avrebbero potuto essere aiutati a contestualizzare il problema. Quel comunicato lo hanno ripetuto fior di professori universitari sui più importanti quotidiani: Corriere della Sera, la Repubblica, Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano … Un misto di superficialità e di accondiscendenza forse caratteristico dei tempi!
In merito allo stesso problema 2 molto interessante è stata la posizione espressa dall’Intelligenza Artificiale, in perfetta sintonia con il clima generale, manifestamente rispettoso delle scelte ministeriali. Ecco il suo parere:
“Le frasi di Ennio De Giorgi e Godfrey Harold Hardy poste all’inizio e alla fine del problema 2 della Seconda Prova di Matematica 2024 hanno effettivamente suscitato diverse interpretazioni e riflessioni. Alcuni studenti le hanno trovate slegate dal contenuto del problema, creando disorientamento e difficoltà nella comprensione. Altri, invece, le hanno apprezzate come spunti di riflessione sull’essenza della matematica, la sua bellezza e il suo legame con il mistero. Indipendentemente dalle interpretazioni personali, è importante sottolineare che queste frasi non sono state inserite a caso. Il Ministero dell’Istruzione, con la scelta di includerle, ha voluto sottolineare alcuni aspetti fondamentali della matematica:
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- La sua natura profonda e misteriosa: la frase di De Giorgi ci ricorda che la matematica non si limita a calcoli e formule, ma affonda le sue radici in un mistero che ci affascina e ci attrae.
- La sua bellezza e armonia: la frase di Hardy evidenzia l’eleganza e la raffinatezza che caratterizzano la matematica, paragonandola all’arte e alla poesia.
- Il suo potere di avvicinarci alla realtà: nonostante il suo alone di mistero, la matematica ci permette di comprendere e descrivere il mondo che ci circonda, fornendo strumenti preziosi per la conoscenza e l’innovazione.
In questo senso, le frasi di De Giorgi e Hardy possono essere viste come una sorta di cornice che racchiude il problema di matematica, invitandoci ad andare oltre la mera risoluzione tecnica e a riflettere sul significato più profondo della disciplina. Naturalmente, questa è solo una delle possibili interpretazioni. La vera sfida per ogni studente è stata quella di cogliere il legame tra le frasi e il problema, trovando una propria chiave di lettura che arricchisse la propria esperienza matematica.”
- Gli insegnanti sanno e insegnano che, se in un problema c’è qualcosa che non si capisce, si opta per l’altra scelta. E così pare che abbiano fatto gli studenti. E. De Giorgi e G. H. Hardy gli studenti, fino a prova contraria, non sanno neppure chi siano. Hanno optato per il problema 1; in che misura, potremo saperlo non appena gli uffici competenti del MIM avranno elaborato e pubblicato le informazioni provenienti dalle Commissioni d’esame.
- La prova suppletiva del 4 luglio è risultata più interessante della ordinaria, sia nei problemi che nei quesiti, almeno per le statistiche delle letture registrate da Matmedia. Presentava anche la novità di un riferimento alla Fisica. C’è da chiedersi, al riguardo, se è terminato quel periodo di purismo matematico che ha distrutto i notevoli passi avanti compiuti per superare l’annoso dilemma matematica o fisica agli esami?
Quando gli Esami di Stato erano quasi conclusi, l’11 luglio, è andata in scena, come di consueto, la presentazione dei dati Invalsi e, come sempre, si è scatenata la campagna contro gli Esami accompagnata dalle fastidiose e innaturali comparazioni dei risultati, dalle critiche al numero dei cento e lode, dalle dichiarazioni di inattendibilità delle commissioni giudicatrici e quindi dei presidi e dei docenti, nonché dalle proposte di sostituire le commissioni d’esame con i test Invalsi. In tutto ciò nessuno pareva rendersi conto che l’attuale Esame di Stato rimane, per i docenti, l’unico momento di incontro e confronto professionale nonché di collegialità attiva.- Dulcis in fundo, anzi in cauda venenum, è stata la sessione straordinaria con richieste non proprio equilibrate e con la solitudine dei numeri primi in quel quesito 8 solo per continuare nel vezzo delle citazioni che a sentire l’A.I., non è, comunque, “una scelta a caso” e dovrebbe tendere a una ben precisa finalità! Nel frattempo per l’anno venturo si potrebbero preparare i candidati: «Si raccomanda di non tener conto di eventuali citazioni letterarie presenti nei problemi e nei quesiti»
La pagina dell’esperienza 2024
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