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Il dovere di studiare

Imparare a leggere e interpretare la Natura. La grande lezione della scienza: per tutti, il dovere di studiare.

L’alfabeto della natura. La lezione della scienza per interpretare la realtà. Il libro di Roberto Battiston è da settembre in libreria, edito da Rizzoli.

Sfogliandolo, si sente subito che è un libro importante. Tratta i grandi temi della nostra Realtà: il sistema Terra, l’energia e l’entropia, il clima e l’ambiente. Va per gradi, in modo comprensibilissimo. Parte avvertendo che per leggerla, la Realtà, è necessario il sapere scientifico e prima di tutto è necessaria la matematica. Poi occorrono la fisica e le leggi della statistica e, ancora, il sostegno dell’intelligenza artificiale, della quale tratteggia anche luci e ombre. Un libro la cui lettura non si esaurisce nello spazio di tempo richiesto dalle sue 250 pagine, ma va ripreso all’occorrenza nelle parti che possono interessare.

Roberto Battiston, fisico dell’Università di Trento, l’ha articolato in quattro parti. La prima è: Pensare. Poche pagine alle quali ha premesso, in epigrafe, una verità pedagogica largamente condivisa: “Dovremmo insegnare agli studenti come pensare. Invece insegniamo loro cosa pensare”.  Un aspetto pedagogico che  rafforza e amplia la sua presenza nella filosofia del libro già quando s’incontrano Richard Feynman , personaggio d’eccezione, come fisico e come insegnante, e la tecnica da lui utilizzata per  spiegare cosa voglia dire «capire». La tecnica è una ricetta per insegnanti in quattro punti ed è di tipo ricorsivo:

  1. Scegli un argomento che vuoi imparare, qualcosa che ti incuriosisca.
  2. Immagina di spiegarlo a un bambino di dodici anni.
  3. Identifica i punti deboli nella tua spiegazione.
  4. Semplificala e ricomincia da punto 2.

Richard Feynman (1918-1988)

La parte seconda è: Leggere il mondo con la scienza. L’inizio è scontato. È il Galileo-pensiero:  “Questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo)… è scritto in lingua matematica”.  È nel capitolo iniziale. Battiston l’ha intitolato: Il fascino discreto della matematica, come se avesse voluto richiamare in qualche modo una sorta di analogia con i personaggi del film capolavoro di Luis Buñuel del quale quest’anno si sta celebrando il cinquantenario. Un film che ha fatto scuola sotto molto punti di vista.

Alla scuola è riconducibile anche la frase posta ad epigrafe del capitolo interessato. Essa ha a che fare con l’insegnamento della matematica in modo cruciale. È di Bertrand Russell e si presta anch’essa, come la ricetta di Feynman, a suscitare, in particolare nei lettori docenti, valanghe di proficue riflessioni didattiche:

Quando si arriva all’algebra e si deve operare con x e y, c’è il desiderio naturale di saper cosa sono realmente x e y. Questo, almeno, era il mio sentimento: io ho sempre pensato che l’insegnante sapesse cos’erano x e y, ma che non me lo avrebbero mai detto.

La parte terza è: La Terra e il suo clima e l’ultima, la quarta: Come affrontare il problema, cioè, sostanzialmente, il cambiamento climatico. Anche qua, tra le epigrafi che avviano ai capitoli, si ritrova l’educazione. In particolare, la frase di Benjamin FranklinUn investimento in conoscenza produce il miglior investimento.

E, in perfetta coerenza con l’insegnamento e l’apprendimento, è la conclusione che Battiston dà al suo libro: «Così come gli acrobati sul filo si sono esercitati a lungo e sanno bene quali sono le forze in gioco che determinano il loro equilibrio, anche noi dobbiamo imparare ad ascoltare la scienza e ad agire di conseguenza».

Una conclusione che Battiston correda di un ottimistico quanto meditato e finale: Si può fare!

Un motto di chiusura che ci riporta alle pagine d’apertura, al capitolo «Introduzione» che Battiston ha dedicato  alla Natura. Essa procede secondo leggi fondamentali, assolute e inconfutabili, su cui noi non possiamo intervenire. Ignorare queste leggi fondamentali, non rispettarle, significa essere portati in qualche modo a imbrogliare e la Natura ha dato prova che non ama essere ingannata. Ecco, questo non si può fare: ingannare la Natura! Allora, qual è la lezione per tutti? Il dovere di studiare!

Autore

  • Emilio Ambrisi

    Laureato in matematica, docente, preside (dal 1983) e ispettore ministeriale (dal 1991). Dal 2004 al 2015 responsabile, per il settore della matematica e della fisica, della Struttura Tecnica del Ministero dell'Istruzione. Dal 1980 Segretario Nazionale della Mathesis e, successivamente, Vice-Presidente. Dal 2009 al 2019 Presidente Nazionale e direttore del Periodico di Matematiche.

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