Il libro di Amedeo Feniello tradotto in arabo e presentato a Doha oggi 13 aprile: storia e dialogo tra Italia e mondo islamico.
La storia, via regia verso la saggezza del dialogo tra gli uomini.
Lo storico Amedeo Feniello al nastro di partenza: il suo libro Sotto il segno del Leone. La storia dell’Italia musulmana (Laterza, 2014) è stato tradotto in arabo e sarà presentato a Doha oggi 13 aprile. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la Qatar University e l’Ambasciata italiana, e segna l’inizio di un progetto di traduzioni volto a valorizzare il dialogo culturale tra Italia e mondo arabo.
Una presentazione di rilievo internazionale
La cerimonia si terrà nell’auditorium del Complesso di ricerca H10 della Qatar University. Dopo il discorso di apertura di Sheikha Al Thani, direttrice della Qatar University Press, interverranno Ayman Irbid e l’ambasciatore italiano Paolo Toschi. A chiudere l’incontro sarà lo stesso autore, Amedeo Feniello, professore di Storia medievale all’Università dell’Aquila.
Un secondo appuntamento è previsto martedì 15, in una libreria di Doha, per approfondire ulteriormente i temi del volume.

Federico II stupor mundi
L’Italia musulmana: un pezzo di storia da riscoprire
Il libro ripercorre un periodo poco conosciuto ma fondamentale della storia italiana: quello tra il IX e il XIV secolo, segnato dalla presenza arabo-berbera in diverse regioni della penisola. È un viaggio tra incursioni, guerre, scambi, contaminazioni culturali e figure storiche centrali come gli emiri, i normanni, Ruggero II, Federico II e la vicenda dei musulmani di Lucera.
La storia come chiave di lettura del presente
“Rispetto a vent’anni fa – spiega Feniello – c’è maggiore consapevolezza e attenzione verso l’Islam, soprattutto nei rapporti tra l’Italia e i Paesi islamici. La storia di questi scambi è fondamentale per capire meglio la nostra relazione con un mondo che ha lasciato un segno profondo nella nostra cultura”.
Non solo passato: la riflessione si allarga anche all’archeologia, all’arte e alla scienza, con un rinnovato interesse per il patrimonio islamico presente in Italia. Dalla polvere da sparo alle cifre indo-arabe, i contributi di quella stagione storica continuano a parlarci.

Amedeo Feniello, storico
Conclusione
La traduzione in arabo di Sotto il segno del Leone non è solo un’operazione editoriale, ma un segno concreto di come la storia possa ancora oggi rappresentare un terreno comune, un linguaggio condiviso tra mondi apparentemente lontani.
Come ricorda lo stesso Feniello, “capire la storia dei nostri scambi con il mondo islamico significa comprendere qualcosa in più di noi stessi”. È in questo senso che la storia diventa davvero via regia della saggezza: non solo studio del passato, ma ponte verso il futuro, capace di alimentare il pensiero critico, il dialogo e la cittadinanza culturale.
Per la scuola e per chi fa educazione, iniziative come questa offrono occasioni preziose per restituire profondità alla narrazione storica e attualità alla memoria. Perché conoscere è, sempre, un modo di incontrare.
COMMENTS