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L’Invalsi migliorerà le sue fotografie?

Dopo le linee guida Stem l’Invalsi migliorerà le sue fotografie sull’apprendimento della matematica nelle scuole italiane?

Ecco la risposta di un’applicazione dell’Intelligenza Artificiale alla domanda in epigrafe.

AI – Google Bard

“Sì, è probabile che le fotografie dell’INVALSI sull’apprendimento della matematica nelle scuole italiane migliorino dopo le linee guida.

Le linee guida, infatti, prevedono una serie di cambiamenti che dovrebbero rendere le fotografie più rappresentative della realtà dell’apprendimento della matematica nelle scuole italiane. In particolare, le linee guida prevedono che le fotografie:

  • Siano più inclusive e rappresentative della diversità degli alunni italiani. In passato, le fotografie dell’INVALSI hanno spesso rappresentato alunni bianchi, di classe media, e di sesso maschile. Le linee guida prevedono che le fotografie siano più inclusive, rappresentando alunni di tutte le etnie, classi sociali, e generi.
  • Siano più focalizzate sui processi di apprendimento. In passato, le fotografie dell’INVALSI hanno spesso rappresentato alunni che eseguivano compiti matematici in modo corretto o errato. Le linee guida prevedono che le fotografie siano più focalizzate sui processi di apprendimento, mostrando come gli alunni pensano e ragionano matematicamente.
  • Siano più realistiche e autentiche. In passato, le fotografie dell’INVALSI hanno spesso rappresentato situazioni di apprendimento artificiali o idealizzate. Le linee guida prevedono che le fotografie siano più realistiche e autentiche, mostrando situazioni di apprendimento che si possono incontrare nelle scuole italiane.”

Commento di Emilio Ambrisi

Il MIM con la sua Newsletter del 20 novembre ha diffuso un altro approfondimento firmato INVALSI, questa volta proprio sulle Linee Guida STEM. L’INVALSI ai docenti spiega questo: «Tramite la cosiddetta “matematica del cittadino” si possono formare studenti capaci di interpretare i tempi moderni proiettandosi verso il futuro tecnologico», come è già scritto nelle Linee guida. C’è dunque pieno accordo sulla direzione che deve assumere l’innovazione didattica in matematica. La via da perseguire è “la matematica del cittadino”. Al di là di quanto possa significare ciò tradotto in azione didattica, anche giuridicamente (aspetto che sembra molto secondario), la soluzione all’annoso problema dell’apprendimento della matematica c’è: è la matematica del cittadino. Tramite essa gli studenti diventeranno più capaci e questo non potrà che essere messo in luce nelle fotografie Invalsi anche per non fare torto alle risorse PNRR impegnate.

Ha ragione dunque Google Bard, che ha interpretato bene quanto è presente nella rete: le fotografie dell’INVALSI sull’apprendimento della matematica nelle scuole italiane cambieranno. È probabile dunque che l’Istituto stia già lavorando per presentare a luglio 2024 fotografie migliorative almeno con riguardo ad aspetti specifici raccomandati dalle Linee guida, quali una diminuzione dell’apprendimento a memoria delle formule da parte degli studenti e un aumento delle loro capacità di saperle applicare alla soluzione di problemi concreti, legati alla matematica del cittadino. Possibile anche aspettarsi inquadrature su aspetti affettivi ed emozionali, ad esempio su una maggiore tendenza dei docenti a proporre giochi ai loro alunni e a toccare il loro cuore con argomenti tratti dalla matematica del cittadino. L’Invalsi non renderà noti, com’è sua consuetudine, tutti i quiz utilizzati per “misurare” tali cambiamenti, ma tutto fa capire che sono in preparazione. E che le sue informazioni, quando le presenterà, saranno veritiere! Al servizio della politica, ovviamente.

Commento di Biagio Scognamiglio

Speriamo di essere in errore nell’immaginare che la risposta di Google Bard non suoni molto gradita all’INVALSI, avvezzo a trincerarsi in una sorta di autoreferenzialità anche perché i mezzi di informazione tendono ad accettarne acriticamente le fotografie. In ogni caso le correzioni proposte dall’applicazione meritano di essere attentamente considerate. Sono fondate su materiale esistente in rete che solitamente non viene portato alla luce, mentre sarebbe utile metterlo in evidenza e tenerne conto per migliorare i processi di valutazione, da basare su fotografie “più focalizzate sui processi di apprendimento”, quindi “più realistiche e autentiche”. Quanto alla ventilata esigenza di maggiore inclusività e rappresentatività degli alunni, toccherebbe all’INVALSI dimostrare un’eventuale inesattezza dell’AI riguardo alla questione. Risulta comunque che la scientificità delle fotografie non può essere assicurata, se si continua a prescindere dalla realtà della vita scolastica come anche le Linee guida, seppure su un piano di concretezza debole, tendono a tratteggiarla.

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