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L’osservatorio nazionale sugli esami di Stato

Note alla recensione di Fisica e oltre di Heisenberg. Una definizione della matematica, l’osservatorio nazionale sugli esami di Stato e l’archivio delle terze prove.

Riprendo qui di seguito la recensione del libro Fisica e oltre di Werner Heisenberg sollecitato da due ricordi personali legati in qualche modo al libro.

Il primo è riaffiorato con l’affermazione di Heisenberg: la scienza la fanno gli uomini. Tanto semplice e vera che è lecito pensarla parte di un comune sentire.

Ero, come spesso mi è capitato, ad un convegno sulla matematica e il suo insegnamento.

Il relatore era un professore universitario, fresco e felice vincitore di un concorso ad ordinario, che pensava di doversi necessariamente occupare di didattica a livello secondario. Iniziò  sostanzialmente la sua conferenza con l’interrogativo: «Che cos’è la matematica?». Per poi subito dire: «Semplice: la matematica è ciò che fanno i matematici». Ed il tono era quello delle grandi occasioni. Il professore sprizzava la soddisfazione e la gioia di chi ha trovato la risposta vera, e può, finalmente, svelarla al mondo intero. Forse si aspettava un applauso, anche forte e prolungato. Non ci fu. Il pathos nella sala svanì subito e il relatore passò ad altro abbandonando anche il suo tono profetico. Forse a molti quella frase più che una rivelazione era apparsa una inconsistente spiritosaggine. Devo dire però che di tanto in tanto l’ho sentita ripetere anche da altri conferenzieri in vena di dire cose sorprendenti. Essa, ovviamente, non ha nulla a che fare con l’affermazione di Heisenberg. Dire che la scienza la fanno gli uomini è cosa ben diversa dal dire la scienza è ciò che fanno gli uomini. Visto che gli uomini fanno anche tante altre cose molto diverse da ciò che può essere etichettato “scienza”. E così è per la matematica, la fanno gli uomini, e da qualche tempo anche le donne, e da ultimo, la fanno anche le macchine, ma non per questo la matematica è ciò che fanno tutti questi soggetti!

Uno spassoso e pertinente episodio al riguardo  è  la storiella della donna delle pulizie che svolgeva le sue mansioni nella casa di un matematico.

A chi le chiedeva cosa facesse il suo datore di lavoro, rispondeva così: sta ore e ore seduto alla scrivania completamente assorto nei suoi pensieri e intento a scrivere su un foglio che ha davanti. Scrive, e quando il foglio è pieno lo appallottola, lo getta nel cestino e ne prende un altro bianco che ugualmente riempie, appallottola e butta. Questo è quello che fa: lui dice che è un matematico. Per gli interessati, la storiella è raccontata in Triangolo di pensieri di Alain Connes, André Lichnerowicz, Marcel Paul Schutzenberger [VEDI].

Il secondo ricordo è la terza prova scritta degli esami di Stato conclusivi dei percorsi di scuola secondaria di secondo grado.

Una terza prova che non c’è più, eliminata dalla legge della “Buona scuola” del 2015. Era stata introdotta con la riforma degli esami di Stato,  del 1997 (legge n. 425), voluta e teorizzata come strumento di serietà dell’esame volto ad avvalorarne il carattere pluridisciplinare,  a riconoscere il lavoro e la professionalità dei docenti, nonché a costituire il momento di massima valorizzazione dell’autonomia didattica delle scuole. E, invece, fu cancellata “per alleggerire” l’esame. Questa la secca giustificazione normativa. Eliminata esattamente dopo venti anni di esistenza (1999-2018) e con il gradimento, solo sussurrato, però, di presidi e docenti alleggeriti del peso del quizzone [VEDI].

È stata la professoressa Adriana Lanza a riportarmela alla mente, la terza prova.

Mi ha segnalato che un brano della prefazione di Eugenio Scalfari al libro di Heisenberg “fu scelto dall’Osservatorio Nazionale sugli Esami di Stato come testo A di una terza prova scritta dei licei”. Il titolo:  Il contrario di una verità può darsi che sia un’altra verità e i testi B e C tratti da opere rispettivamente di Calvino e di Joyce: “una miniera di spunti interdisciplinari”, osserva Adriana Lanza. Il testo completo della prova [VEDI] compare nel volume di proposte di terze prove pluridisciplinari curato dall’Osservatorio Nazionale sugli Esami di Stato istituito presso il CEDE. Un primo passo verso la costituzione di un archivio permanente di prove che, si disponeva, fosse facilmente raggiungibile per via telematica.

Il CEDE però presto scomparve e scomparvero l’Osservatorio nazionale e l’archivio. Poi è scomparsa anche la terza prova. È rimasto l’Invalsi. Sostituì il CEDE ma è tutt’altra cosa e in venti anni di esistenza non ha dato nulla di buono, solo alimentato il rimpianto di quel che poteva essere degli esami e della scuola, e non è!

Autore

  • Emilio Ambrisi

    Laureato in matematica, docente, preside (dal 1983) e ispettore ministeriale (dal 1991). Dal 2004 al 2015 responsabile, per il settore della matematica e della fisica, della Struttura Tecnica del Ministero dell'Istruzione. Dal 1980 Segretario Nazionale della Mathesis e, successivamente, Vice-Presidente. Dal 2009 al 2019 Presidente Nazionale e direttore del Periodico di Matematiche.

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