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Un problema per gli amanti della matematica

Gli Italiani odiano la Matematica? Gli esperimenti di Liceo Matematico non sono sulla buona strada. Per quelli che la amano ecco un problema famoso: assegnato il numero naturale m determinare il numero dei coprimi di m.

PREGHIERA DELL’AUTORE

La lingua italiana ha molte particolarità che la rendono oltremodo espressiva eppure durante il corso degli studi, medi e liceali, varie volte l’insegnante ha richiamato l’attenzione per mettere in rilievo qualche strappo linguistico chiamato ”licenza”, quasi sempre poetica, giustificato di solito da ragioni estetiche.

Da quei tempi molte cose sono cambiate e ricordo con tanta nostalgia il piacere di scrivere a mano libera
con la stilografica, oggi si scrive con ben altro oggetto il calcolatore, una grande invenzione che permette di correggere gli errori senza lasciare traccia. Ma debbo seguire le rigide regole di un programma chiamato LATEX (serve a scrivere le formule, l’unico che conosco) il quale non gradisce le vocali accentate della tastiera, la questione si risolve aumentando il numero di battute, un autentico supplizio.

Pertanto spero che nessuno si offenda se mi permetto di introdurre la ”licenza senile (80 e +) oltre che tecnologica”, consistente nell’usare un solo tipo di accenti i quali vengono impressi premendo il tasto dell’apostrofo, a questa vanno aggiunti altri piccoli peccatucci grafici, storici…., perdonatemi!

PROLOGO

Molti anni fa, sfogliando le pagine di un settimanale fra i più venduti, il mio sguardo fu catturato da un titolo a tutta pagina scritto a caratteri cubitali ”LA PIU’ ODIATA DAGLI ITALIANI”. La mia curiosità fu presto soddisfatta, in poche righe il redattore informava che, una consultazione riservata agli studenti delle scuole medie del primo e del secondo ordine, aveva confermato quello che prima era soltanto un(suo) sospetto: la matematica è la materia più odiata dagli studenti italiani, giudizio espresso con una
percentuale da capogiro.

Dopo tanti anni non ricordo i particolari come il numero degli studenti coinvolti, il luogo, la formulazione del questionario, le contromisure proposte per limitare il fenomeno. Ricordo invece la malcelata soddisfazione (quasi euforia) del cronista, per il quale la matematica (era arida e astratta ovviamente) ha la proprietà innata di sterilizzare l’animo e glorificava l’operato dei due intellettuali estensori del progetto di una riforma infelice che assegnò a quella disciplina un compito subalterno anche in quella scuola chiamata (ironicamente) LICEO SCIENTIFICO, dove ho trascorso i cinque anni peggiori della mia giovinezza e dalla quale escono troppi giovani che vanno in fuori-corso studiando matematica, fisica, ingegneria, chimica, informatica, economia, scienze naturali, architettura.

Fuori corso per un solo anno ci sono stato anch’io, dopo tre di liceo durante i quali alla matematica l’orario scolastico assegnava tre misere orette alla settimana, seguire analisi matematica e geometria analitica per dodici fu un impegno che assorbì tutte le mie risorse…Continua la lettura

Autore

  • Giuseppe Zappalà

    Giuseppe Zappalà, docente di fisica matematica all'Università di Catania, proveniente dai ruoli dell'insegnamento secondario. Ha compiuto ricerche originali nel campo delle applicazioni della matematica relative al tema della stabilità dei sistemi dinamici. Ugualmente sensibile ai problemi culturali e pedagogici, Giuseppe Zappalà è stato per molti anni il presidente della sezione Mathesis di Catania.

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