«Imparare con gioia»: il ricordo di Giuseppe Zappalà, studioso e docente che ha fatto della matematica una forma di cultura.

Giuseppe Zappalà (1934-2026)
Il 16 giugno 2026 è morto a Trecastagni il professor Giuseppe Zappalà, nato a Catania il 30 novembre 1934. Oggi, a un mese dalla sua scomparsa, Matmedia desidera ricordarlo con gratitudine, ripercorrendo anche gli articoli che pubblicò sul nostro sito, testimonianza della sua passione per la matematica e per il suo insegnamento.
Per molti docenti è stata a lungo una piacevole consuetudine incontrarlo presso l’IISS “G. B. Vaccarini“, in occasione del convegno che annualmente vi organizzava l’ispettore Domenico Bruno. Erano giornate di studio e di confronto che riunivano docenti, dirigenti scolastici e studiosi. Tra i partecipanti figuravano, oltre a Giuseppe Zappalà, presidente della sezione Mathesis di Catania, Emilio Ambrisi, Elisabetta Lorenzetti, Atalia Del Bene, Maria Grazia Pagana, Alfio Ragusa, Mario Strano, Fabio Rocco Gambera, Giovanni Spataro e la dirigente scolastica Salvina Gemmellaro, padrona di casa del “Vaccarini”.
In quelle occasioni Giuseppe Zappalà rappresentava un punto di riferimento per quanti condividevano l’interesse per la matematica, la scuola e la formazione dei docenti. La sua presenza era sempre discreta, autorevole e generosa. Interveniva con misura, quasi sempre a bassa voce, con garbo e con un sorriso che non mancava mai. I suoi contributi erano apprezzati per la competenza scientifica e la sensibilità culturale.
Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo in una delle edizioni dei convegni del “Vaccarini” ricorda bene anche la sua idea di insegnamento. Nella conferenza tenuta nel 2020, dedicata al tema Ludendo discitur, Giuseppe Zappalà spiegava che avrebbe preferito tradurre quel motto non semplicemente con «imparare giocando», ma con «imparare con gioia». Era una convinzione maturata in decenni di insegnamento: la matematica non doveva essere banalizzata, ma proposta come una sfida capace di suscitare curiosità, ragionamento e soddisfazione. Per riuscirci, però, era indispensabile il ruolo del docente. Criticava apertamente l’idea che essa si riducesse a una sequenza di esercizi, ricordando che: «la matematica consiste essenzialmente in cultura e conoscenza; l’esercizio costituisce soltanto l’ultimo anello della catena, l’ultima fase dell’apprendimento».
Su Matmedia restano i suoi articoli, che continuano a dialogare con insegnanti e lettori e rappresentano una parte significativa del suo impegno per la diffusione della cultura matematica.
La breve nota biografica che accompagna i suoi contributi ne riassume efficacemente il profilo:
Poche righe che sintetizzano una lunga attività di studioso e di docente, nella quale il rigore della ricerca si è sempre accompagnato all’attenzione per la scuola e per la diffusione della cultura matematica.
La redazione di Matmedia si unisce al ricordo di quanti lo hanno conosciuto, stimato e apprezzato, conservandone la memoria anche attraverso le pagine che ha affidato al nostro sito.
Alla famiglia e ai suoi cari rivolgiamo il nostro più sentito pensiero.
Tra i contributi pubblicati su Matmedia ricordiamo:
Liceo Matematico (2024)
Splendore e magia della matematica (2024)
Un problema per gli amanti della matematica (2024)
Il calendario senza misteri (2023)
Misurare la profondità di un pozzo (2023)
La scuola degli idealisti (2021)
La Matematica (non) è solo un “esercizio” (2021)
Accanto agli articoli pubblicati su Matmedia, meritano di essere ricordati anche alcuni suoi contributi apparsi nel Periodico di Matematiche, già dai titoli particolarmente significativi del suo modo di intendere la disciplina e il suo insegnamento:
- L’assurdo, il paradosso, la convalida (2014)
- Lunga vita alle parentesi (Matematica esplosiva) (2015)
- La matematica al liceo scientifico: cosa insegnare e come insegnarlo (I tre licei) (2016)
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