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Le novità nel mondo dei libri

La biblioteca dell’insegnante di matematica. La bella letteratura e le novità di fine estate nel mondo dei libri. "Un elenco di libri che sia a

La biblioteca dell’insegnante di matematica. La bella letteratura e le novità di fine estate nel mondo dei libri.

Johann Gutenberg (1396? – 1468)

“Un elenco di libri che sia assolutamente necessario aver letti e senza i quali non si dà salute né cultura, non esiste.”

L’affermazione è di Hermann Hesse. Nella sostanza esprime un concetto abbastanza comune e largamente condiviso. D’altronde un criterio più sfumato, meno perentorio, non potrebbe che portare a elenchi ugualmente sfumati, indecisi. Elenchi per i quali sarebbe facile dire che non sono completi o, all’opposto, che contengono qualcosa che non valeva la pena di inserire.
Peggio andrebbe con un criterio del tipo: Un bel libro – come spesso si sente dire. Beh! Sarebbe decisamente vero che: «Non ci sono mille o cento ‘più bei libri’»

«Non ci sono mille o cento ‘più bei libri’, c’è per ogni singolo individuo, una scelta particolare basata su ciò che gli è affine e comprensibile, caro e prezioso. Perciò è impossibile costituire una buona biblioteca dietro ordinazione; ciascuno deve seguire le proprie esigenze e preferenze, e creare a poco a poco una collezione di libri, allo stesso modo come si crea degli amici».Hermanni Hess, Biblioteca della letteratura universale, Adelphi, 1979

E sempre Hesse ricorda che:

Ogni padre o educatore ha fatto la seguente esperienza: ha creduto di dare al momento giusto un ottimo e bellissimo libro in mano a un ragazzo o a un adolescente, e si è poi accorto di essersi sbagliato. Il fatto è che ciascuno, vecchio o giovane, deve trovare la sua propria strada nel mondo dei libri, anche se il consiglio e l’amichevole vigilanza possono avere qualche utilità”.

Per la biblioteca dell’insegnante, ecco alcune novità di fine estate nel mondo dei libri:

QED sta per Quod Erat Demonstrandum.

È l’acronimo per eccellenza d’uso dei matematici. Tradizionalmente posto, non senza una punto d’orgoglio, a suggellare la conclusione della dimostrazione di un teorema. Gabriele Lolli racconta la fenomenologia della dimostrazione. La inserisce in un ampio quadro storico e filosofico. Dai greci  a Descartes, alla rigorizzazione dell’Ottocento. Lolli è attento a far risaltare il ruolo delle dimostrazioni nella costruzione della matematica. “Al termine della lettura, sarà impossibile restare insensibili al fascino dell’eleganza razionale dell’attività dimostrativa, dal lampo d’intuizione iniziale alla sua inevitabile e stringente conclusione, a volte così poco intuitiva da risultare sorprendente”.

Di Ian Stewart è l’altro libro settembrino che parla di matematica.

Il titolo: La matematica della vita. Parla cioè delle recenti scoperte nel campo della biologia che hanno portato alla formulazione di una quantità di problemi, impossibili da risolvere senza il contributo della matematica. Il libro si pone dunque in chiave interdisciplibare. Illustra la grande varietà di legami posti, in questi primi decenni del ventunesimo secolo, tra biologia e matematica.  A partire dal Progetto Genoma Umano e dimostrando  come gli strumenti matematici siano indispensabili. Ne emerge tutta la ricchezza del contributo che può venire dalla matematica allo studio dell’evoluzione e delle popolazioni per gettare nuova luce sulla vita degli organismi, sul loro modo di interagire e modificare il proprio comportamento in relazione al delicato equilibrio ecologico del pianeta.

«A Ted Newman, che mi ha fatto capire che non capivo la meccanica quantistica».

Con questa dedica ad un maestro, inizia Helgoland, il libro di Carlo Rovelli. In libreria dalla fine di agosto, guida la classifica dei saggi più venduti. Helgoland è il nome della ventosa isola del Mare del Nord, dove Werner Heisemberg, ventitreenne, andò per curarsi l’allergia di cui soffriva e vi maturò quella “strana idea: gli osservabili”. Di Helgoland, Göethe aveva scritto che è un luogo della Terra che «esemplifica il fascino senza fine della Natura». E che su quell’Isola Sacra poteva essere sperimentato lo spirito del mondo, il Weltgeist. Fu forse questo spirito a parlare a Heisenberg? Fu lì che concepì l’idea  che ha permesso di rendere conto di tutti i fatti recalcitranti e di costruire la struttura matematica della meccanica quantistica, la «teoria dei quanti». Quella cioè che è, forse, la più grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi! Con le parole di Carlo Rovelli: “La teoria dei quanti ha chiarito le basi della chimica, il funzionamento degli atomi, dei solidi, dei plasmi, il colore del cielo, i neuroni del nostro cervello, la dinamica delle stelle, l’origine delle galassie…..mille aspetti del mondo. […] Rudimenti della teoria sono nei programmi delle scuole superiori. Non ha mai sbagliato. È il cuore pulsante della scienza odierna. Eppure resta profondamente misteriosa. Sottilmente inquietante”. La conclusione del suo viaggio narrativo, Carlo Rovelli la sintetizza così:

Il mondo della teoria dei quanti che ho cercato di raccontare in queste pagine, mi sembra straordinariamente bello.

Ancora un best seller di un fisico: Jim Al-Khalili

Con questo libro snello, ma profondo e documentato, Jim Al-Khalili – fisico, divulgatore e autore di veri bestseller – espone l’intera concezione del mondo secondo la fisica attuale. Per farlo, parte dalle basi, dalle fondamenta stesse della trama di cui è fatta la realtà. Affronta, per iniziare il discorso, i concetti di spazio, tempo, energia e materia. “Preparato così il palcoscenico del mondo, alzato il sipario sul racconto, l’autore espone i tre pilastri su cui poggia la fisica moderna: la relatività, la meccanica quantistica e la termodinamica. Questo treppiede è oggi la base più solida che ci sia per capire l’universo in cui abitiamo, ma ancora ci manca il filo che leghi tra loro questi tre settori della ricerca scientifica”. Un filo che è assolutamente necessario trovare per raggiungere una comprensione piena e completa della realtà. Usando la riconosciuta brillantezza della sua scrittura, Al-Khalili ci conduce dall’enorme scala cosmica alla minuscola dimensione quantistica. Dai dati consolidati alle speculazioni più audaci. Dalle tecnologie più avveniristiche ai fenomeni fisici di tutti i giorni, illuminando con metafore rivelatorie l’affascinante mondo che si nasconde dietro la complessa matematica delle pubblicazioni specialistiche. Tutto il libro è un’ode alla fisica, forse la più radicale delle avventure intellettuali umane, quella che sopra ogni altra ha l’ambizione di indagare i principi ultimi dell’universo.

Dalla Fisica all’Astronomia: Massimo Capaccioli

M. Capaccioli è professore emerito di Astrofisica. Scienziato e finissimo narratore. Numerose le sue pubblicazioni. Tutte di successo. Tra queste anche Mille1Notte. Storie dell’altro mondo (Mediterranea, 2018). Antonio D’Onofrio, recensendola per il Periodico di Matematiche, aveva scritto: «Un libro la cui lettura avvince, ma lascia un notevole “appetito” di continuare a leggere, quando, quasi senza accorgersene, si arriva all’ultima pagina. Per fortuna l’autore è abbastanza prolifico e rimane l’aspettativa “certa” del seguito». E a soddisfare l’appetito, anche per i palati più esigenti, di seguiti ce ne sono stati. L’ultimo, di qualche settimana fa, è L’incanto di Urania. Il libro affronta “il millenario divenire delle scienze del cielo”, dando spazio anche al ruolo e ai progressi degli strumenti d’osservazione e di analisi. «Oggi sappiamo che l’universo ha avuto origine con un big bang e si è espanso sotto il controllo delle componenti oscure di materia ed energia. Abbiamo imparato come si formano, evolvono e interagiscono le galassie, e come nascono, vivono e muoiono le stelle. Abbiamo cercato i pianeti extrasolari e i segnali della vita, ascoltato l’urlo della fusione di due buchi neri e molto altro ancora. Un sapere frutto del balzo in avanti dell’astrofisica e della cosmologia nel Novecento, stimolato e secondato dai grandiosi progressi della fisica e dalla tecnologia. Sbaglieremmo però a pensare di poter ormai archiviare il passato. […] Tracciare l’evoluzione delle conquiste scientifiche non ci concede solo il piacere di risalire alle radici del pensiero e di riconoscere il peso dei diversi attori. Serve anche ad analizzare l’eredità di errori e preconcetti di un’attività genuinamente cumulativa in un contesto storico allargato». Annunciando l’uscita del libro agli amici, Massimo Capaccioli ha simpaticamente scritto: «consapevole che ogni scarrafone è bello a mamma soja, non oserò consigliarvi di procurarvene una copia e leggerla, ma se lo farete ne sarò davvero molto felice, e ancora di più se poi mi farete conoscere le vostre impressioni e critiche».

Infine due donne: Lorella Carimali e Domenica Di Sorbo.

Lorella Carimali, docente di matematica e fisica, è nota per essere stata tra i finalisti del Global Teacher Prize. Il suo libro, edito da Rizzoli, L’equazione della libertà parla di matematica, di donne, di pregiudizi, di scuola. «Spesso quello in cui crediamo affonda le radici nel pregiudizio. E la matematica è il contrario del pregiudizio. È fatta per i curiosi, e quindi per tutti noi. Perché un teorema o una formula mettono in gioco la nostra fantasia e la nostra creatività non meno di un’opera d’arte, e ci consentono di interpretare il mondo con occhi più acuti e mente più aperta. Insomma, capire la matematica è questione d’immaginazione, e di provare a superare la visione comune». L. Carimali, ha dedicato la sua vita all’insegnamento della matematica. Il suo libro è dunque anche un’appassionata lettera d’amore per la scuola e il suo ruolo educativo. Insegna ad avere fiducia nelle nostre potenzialità e a dare una chance ai numeri, alleati preziosi per affrontare le sfide della vita.

Alla vita è dedicato, più che un saggio, il romanzo  Sogno e vita. 

È edito da 2000diciassette, una casa editrice campana molto promettente. È stato presentato il 18 settembre nella stupenda cornice dell’Abbazia di San Savatore Telesino, presente l’autrice: Domenica Di Sorbo. Una doppia laurea: in matematica e in pedagogia. Due delle grandi passioni che ne hanno pervaso l’impegno professionale e che si ritrovano pienamente espresse in un suo primo giovanile lavoro dedicato a Carlo Michelstaedter (1887-1910). Morto a ventitré anni. La cui opera principale fu una tesi di laurea, mai discussa. Un giovane che sprofondava in una “vera estasi” al pensiero delle “infinite sfere della matematica”. «Un romanzo contemporaneo – ha scritto Maria Pia Selvaggio – il cui epilogo dipana le nubi, scioglie tutti i nodi del passato e ristabilisce gli equilibri perduti. Uno stile fresco, moderno, dinamico per una storia che va ad incrociare sentimenti, emozioni, delusioni, capacità di reagire al dolore“. Una sintesi che ben inquadra  l’impegno di Domenica Di Sorbo, docente, preside, ispettrice ministeriale, manager, studiosa, donna ….. nella cornice di Sogno e Vita.

 

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