Matematica, filosofia e insegnamento in Alain Badiou che festeggia oggi 88 anni di eventi, verità e molteplicità. Auguri!
La realtà non è l’Uno, ma il Molteplice

Alain Badiou
Alain Badiou è uno dei filosofi contemporanei più noti e influenti. La sua personalità riconduce ai grandi del passato che univano in modo inscindibile matematica, filosofia, insegnamento. Di lui è stato scritto che è «uno dei rari filosofi contemporanei che prende la matematica veramente sul serio, non solo parlandone da filosofo, bensì praticandola quasi quotidianamente».
Nota biografica
Alain Badiou è nato in Marocco, a Rabat, il 17 gennaio 1937. Oggi festeggia pertanto il suo ottantottesimo compleanno.
È Professore emerito presso l’école normale supérieure – Paris. Impegnato in politica, è entrato abitualmente in polemica con altri noti intellettuali. Il suo pensiero è influenzato soprattutto da Platone, Marx, Freud, Lacan e …Bourbaki. In lui si fondono originalmente filosofia e matematica. Fondamentale la sua opera L’Être et l’événément che risale al 1988. In essa sostiene che l’essere, risolvendosi in molteplicità, va compreso mediante la teoria degli insiemi. A questo primo tomo ha fatto seguito Logiques des mondes del 2006. Un autore così importante merita di essere studiato e portato a conoscenza dei giovani. (da B. Scognamiglio in Matematica e Filosofia della vera vita)

Matmedia intende idealmente essere presente alla sua festa, celebrarlo come filosofo dell’educazione e riprendere a tal fine le pagine del sito a lui dedicate per raccomandarne la lettura ai docenti di matematica.
- “L’elogio delle matematiche di Badiou“. Un libro di solo sei capitoli in meno di settanta pagine. A sfogliarle non mostrano subito il loro valore, non svelano rapidamente i tesori intellettuali, concettuali, espressivi, ideali di cui costituiscono un dominio ovunque denso. Leggere e comprendere l’elogio delle matematiche scritto da Badiou costituisce, però, soprattutto per il matematico-docente, la possibilità di interiorizzare idee adeguate, spinozianamente intese, sulla teoria degli insiemi, sulla dimostrazione per assurdo, sulla portata e il significato filosofico del teorema di Cantor dell’insieme delle parti, sui tratti caratteristici di un matematico, sul linguaggio e la lingua della matematica. Una guida per il matematico-docente alla filosofia della matematica, anima del suo insegnamento. «La semplicità della matematica, la sua nudità, la sua assenza di compromessi rispetto al livello medio delle cose e al magma delle opinioni, tutto questo orienta il pensiero e l’esistenza, di chi vi si dedica, verso la direzione della “vera vita” […] La maggioranza delle persone contesta alla matematica la sua complessità – così come il suo apparente disimpegno esistenziale. Ma è esattamente il contrario! È la sua semplicità, il fatto che sia univoca, senza lati oscuri, doppi sensi o inganni calcolati, che dovrebbe sorprenderci. Inoltre, la sua indifferenza rispetto alle opinioni dominanti è un modello di libertà. Sì, in tal senso, raggiungere in politica o nell’amore una semplicità e un’universalità paragonabili può essere salutato come un ideale di vita».
Gli altri titoli, con relativi link, degli articoli a lui dedicati: -
La teoria degli insiemi torna di nuovo in scena?
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Dialogo sul Covid-19, la lezione della pandemia
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Il vero nodo pedagogico: la natura della matematica
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Matematica e filosofia: come proseguire?
La realtà non è l’Uno, ma il Molteplice. […]non ha più senso conferire realtà al soggetto isolato. Il cogito ergo sum entra in crisi. Possiamo dedurre che il principio sia il cogito ergo sumus. Ci autorizza a questa deduzione il concepire l’intersoggettività nei termini della teoria degli insiemi. La matematica si palesa in simbiosi con il vissuto esistenziale. Quel vissuto che l’istante in sé concluso di questa civiltà incivile ripudia in nome del profitto (B. Scognamiglio).
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