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La matematica si sveglia a marzo

La consultazione sulle Nuove Indicazioni e il proposito del Ministro Valditara di cambiare l’insegnamento della matematica. La matematica si sveglia a marzo.

La matematica sembra avere un legame speciale con il mese della primavera. Non a caso, il 14 marzo si celebra la Giornata internazionale della matematica. Ogni anno pare che questo mese di marzo faccia sbocciare qualcosa e risvegli l’attenzione; qualcosa di analogo alla suggestiva metafora delle violette che spuntano in tutti i campi in primavera, utilizzata da Farkas Bolyai per incoraggiare il figlio János a pubblicare i suoi risultati sui nuovi principi della geometria.

Anche quest’anno marzo ha portato con sé un evento significativo: l’11 marzo il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso pubblica la bozza delle Nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione. Il comunicato che l’ha accompagnata ha riacceso il dibattito sulla progettazione didattica e sulle discipline, risvegliando anche l’attenzione della comunità matematica.

L’evento è emblematico e richiama quanto accadde esattamente 25 anni fa. Marzo fu il mese in cui la scuola italiana prese coscienza della novità delle Indicazioni Nazionali come quadro di riferimento per progettare l’insegnamento. Il 28 febbraio 2001, infatti, la Commissione incaricata dal Ministro Tullio De Mauro di redigerle aveva consegnato il suo documento di Sintesi e per tutto il mese di marzo se ne discusse animatamente. Fu quello il primo tentativo concreto di elaborare una stesura  delle Indicazioni Nazionali pensate per sostituire i programmi d’insegnamento ministeriali e dare così alle scuole la possibilità di esercitare l’autonomia didattica (insieme a quella amministrativa e organizzativa) prevista dalla Legge 59/1997 e dall’articolo 8 del suo Regolamento (dpr 275/1999).

Tanti anni trascorsi non hanno portato però a un’idea comune di Indicazioni Nazionali e quelle “nuove” in fase di definizione, sembrano più preoccupate di insegnare ad insegnare che di indicare le mete dell’apprendimento (come ad esempio nelle note tavole dell’apprendimento presenti su Matmedia).

Altri due eventi storici, legati esclusivamente alla matematica e al tema dei Programmi/Indicazioni meritano di essere ricordati.

Il primo risale al 21 marzo 1923, quando il Ministro Giovanni Gentile ricevette una delegazione di matematici guidata da Federigo Enriques. I matematici si offrirono di collaborare alla riforma imminente e alla stesura dei nuovi programmi. Nel resoconto pubblicato sul Periodico di Matematiche, Enriques riferì che il Ministro avrebbe tenuto in considerazione le loro proposte, purché coerenti con l’indirizzo del Ministero e cioè che si trattava di scrivere “non già programmi d’insegnamento, bensì di programmi per gli esami di Stato, nell’ordine d’idee che si era cominciato a studiare sotto il ministero Croce“. Questo episodio aiuta a riflettere su un aspetto spesso frainteso: i programmi ministeriali non sono sempre stati analitici, sequenziali e dettagliati anno per anno.

Il secondo avvenimento è più recente.

Il 23 marzo 2023, presso l’Accademia dei Lincei, si tenne il convegno L’insegnamento della Matematica: criticità, nuove sfide, idee, promosso dal Ministro Valditara per dare seguito al suo proposito di riformare l’insegnamento della matematica, rendendolo “meno astratto e più adeguato ai ragazzi”. Una dichiarazione d’intenti espressa già nelle prime settimane del suo mandato a Viale Trastevere.

Dopo due anni, cosa si può dire di quel proposito? Forse che si aspetta che i miglioramenti desiderati saranno prodotti dalle Nuove Indicazioni già presentate e da quelle che seguiranno per il secondo ciclo d’istruzione? Questi documenti saranno loro i portatori del cambiamento o subiranno lo stesso destino dei precedenti, di testi di cui si potrà anche fare a meno?

Intanto grazie a questo mese di marzo c’è un soffio di rinnovata attenzione per l’insegnamento/apprendimento anche della matematica. Poca cosa, ma pur sempre un risveglio necessario alla scuola vocata ad essere ambiente matetico, dove spuntano le violette come in tutti i campi in primavera.

Sul proposito del Ministro Giuseppe Valditara si è già scritto nei seguenti articoli:

Sulle nuove Indicazioni Nazionali

 

Autore

  • Emilio Ambrisi

    Laureato in Matematica, è stato docente, dirigente scolastico e ispettore tecnico del Ministero dell’Istruzione. A partire dagli anni Ottanta ha partecipato alle tante commissioni ministeriali, tra cui quella dei “Quaranta” istituita dal ministro Franca Falcucci, incaricate della definizione dei programmi di insegnamento degli indirizzi sperimentali e, successivamente, delle Indicazioni Nazionali. Ha svolto numerosi incarichi ispettivi in Italia e all’estero e, dal 1997, ha curato la predisposizione delle prove ministeriali d’esame di maturità e di concorso. Dal 2008 al 2015 ha fatto parte del collegio di direzione della Struttura Tecnica del Ministero. Nel 1980/81 ha prestato servizio presso la Facoltà di Magistero di Roma (cattedra del prof. Mauro Laeng) incaricato di collaborare agli atti preparatori dell’indagine I.E.A., e per alcuni anni ha insegnato come professore a contratto presso le Università “Federico II” e “Vanvitelli” di Napoli. Dal 2009 al 2019 è stato Presidente nazionale della Mathesis e direttore del Periodico di Matematiche.

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